Il giallo dell'estate: a proposito dei 134,5 miliardi di dollari sequestrati a Chiasso
Pubblicato da Domenico De Simone alle 09:00 in Attualità
Quando ho letto la prima volta la notizia sui blog di Crisis degli ottimi Pietro Cambi e Debora Billi , ho istintivamente guardato la data, pensando che una qualche distorsione temporale (di temporali ne sta facendo parecchi a Roma) mi avesse scaraventato dai primi di giugno, indietro fino al primo di aprile. Ma ve li immaginate due impettiti giapponesi, vestiti di tutto punto e con una valigetta in due, che cercano di passare inosservati (inosservati?!?!?), su un treno di pendolari (di pendolari?!??!) al controllo della Finanza? Non sembra un pesce d'aprile?
Pietro Cambi è ritornato sull'argomento qualche giorno fa, esponendo tutti i dubbi sulla falsità dei titoli, reclamata a gran voce dagli "esperti" americani, che però i titoli non li hanno nemmeno visti, e pure sulla loro veridicità.
Eh già, perché in entrambi i casi la storia non sta in piedi. Se i titoli sono veri, non possono appartenere a nessun privato ma solo a uno Stato. Ma allora perché portarli in Svizzera con due spalloni burletta giapponesi? Uno Stato ha le sue rappresentanze diplomatiche dappertutto. Non sarebbe stato più semplice infilarli in una qualche valigia diplomatica, esente da controlli, e far atterrare il funzionario incaricato e seguito da una scorta congrua con l'importanza del trasporto, in un qualsiasi aeroporto svizzero?
Se i titoli sono falsi, però, non possono appartenere a nessuna mafia né essere lo strumento per una truffa gigantesca. Diceva il Colonnello della Guardia di Finanza che ha operato il controllo, che il maggior sequestro di titoli falsi è stato di 100 milioni di euro. Un grossa organizzazione criminale dedita alla falsificazione, forse connessa con qualche mafia, può pensare ad una truffa di queste dimensioni. Ma a cento miliardi di euro, chi ci crede?
E soprattutto, chi ce lo ha? L'uomo più ricco del mondo, Warren Buffett ha un patrimonio di circa 62 miliardi di dollari.Un patrimonio, appunto, nemmeno liquidità. E voi ci credete che una mafia (siciliana, americana, cinese, russa o che altro) che volesse portare in Svizzera i propri illeciti risparmi, si farebbe scoprire come pollastri in quel modo? Ma dai, è assolutamente inverosimile che si tratti di un falso organizzato da criminali, nemmeno dai più potenti e malintenzionati, come ha frettolosamente ipotizzato la stampa americana, e neppure dai più sprovveduti. È del tutto fuori da ogni logica.
Asia News sostiene in un articolo del trenta giugno che i titoli sono veri sulla base di una serie di considerazioni che terrò a mente, insieme a quelle fatte nel blog Crisis da Pietro Cambi, per cercare di dare un senso a questa apparentemente assurda vicenda.
1) I due giapponesi non sono stati arrestati. Come nota giustamente Pietro Cambi, o i finanzieri hanno ritenuto i titoli veri oppure avrebbero dovuto arrestare i due improvvidi falsari. E visto che non li hanno arrestati, i titoli avevano le carte in regola per apparire veri anche ad occhi esperti come quelli dei nostri finanzieri di frontiera (che di queste cose se ne intendono davvero).
2) Appare la notizia su Asianews che dei due giapponesi uno fosse "Tuneo Yamauchi, fratello di Toshiro Muto", nientepopodimeno che l'ex vice Governatore della BoJ, fino ad un paio di settimane fa. E poi improvvisamente rimosso dall'incarico.
3) Una radio web americana , mostra sul sito i titoli della foto che vedete in alto in questo post. Anzi mostrava, perché come potete vedere dal link, il sito della radio americana è temporaneamente chiuso, dopo l'arresto di Hal Turner per una strana vicenda di minacce via web tramite il suo sito che lui non avrebbe controllato. O forse per qualcos'altro.
4) Il Giappone ha ripetutamente chiesto agli USA di difenderlo contro la possibile aggressione della Corea del Nord, minacciando di farsi la propria atomica per equilibrare il pericolo rappresentato dai nordcoreani. Scuse. La debolezza americana, in questo momento è evidente, e sembra ragionevole che dopo 64 anni di dominio americano in Giappone qualcuno abbia voglia di risentire aria di nazionalismo. Non conosco affatto il Giappone e la mia è una supposizione, ma il Giappone ha una storia millenaria di indipendenza e di orgogliosa potenza, e le storie millenarie non le estinguono nemmeno due bombe atomiche.
Ipotizzo. I titoli in questione stanno (ancora) nella cassaforte della BoJ. Quelli sequestrati a Chiasso, sono un falso d'autore, magari confezionato dalla stessa Zecca giapponese.
Mettiamo che qualcuno in Giappone abbia voluto mandare un segnale forte agli americani che sanno benissimo chi detiene gli originali di quei titoli (e non possono non saperlo, visto che si tratta dell'uno per cento del GDP dgli USA).. Il segnale dice, chiaro e forte: o fai questo o inondo il mondo intero della tua carta straccia. Il "questo" vallo a capire, ma non mi sorprenderebbe se avesse a che fare con l'autonomia del Giappone dallo stretto controllo americano.
Quindi, i titoli falsi che sembrano veri, dovevano essere sequestrati e questo spiega perché a fare da spalloni sono stati chiamati i due impettiti Ridolini giapponesi, dei quali uno sarebbe imparentato con l'ex vicepresidente della BoJ. Si sparge la voce che i due giapponesi fossero in realtà filippini con precedenti per reati di falsificazione di titoli. Se la voce del coinvolgimento del fratello del VIce Governatore è falsa, la storia resta vera: si trattava di fare fuori Muto e che il fratello fosse coinvolto in questa oscura storia, era una buona ragione. Ma se erano filippini, non si capisce perché l'Ambasciata del Giappone abbia comunicato che i due erano stati rilasciati perché non avevano commesso alcun reato. Dubito fortemente che Toshiro Muto, o chi per lui, sia stato così demente da dare al fratelllino gli originali dei titoli, anzi lo escludo. Se avesse voluto organizzare un trasporto degli originali, avrebbe utilizzato un qualunque canale diplomatico, o al limite, un qualunque spallone con un po' di esperienza!
Gli americani, senza nemmeno vederli, dicono subito che i titoli sono falsi e pure grossolani, mentre il nostro Colonnello (del quale mi fido molto di più) dice che la carta filigranata è di ottima qualità e che quindi comunque, non si tratta di un falso grossolano ma di uno confezionato da esperti. Ma al Tesoro USA sanno chi ce li ha e dopo una telefonata di controllo, dicono che sono falsi. La risposta sarà stata: tranquilli i titoli li abbiano noi nella nostra cassaforte. Gli americani si spaventano a sufficienza e fanno la voce grossa: salta la testa del vice Governatore, presumibilmente indicato come l'ideatore del piano. Forse dietro le quinte si sta trattando. Il segnale è arrivato, forte e chiaro.
P.S.: Sarà il caso di monitorare quello che succede nei rapporti tra USA e Giappone nelle prossime settimane, sempre che esca qualche notizia.
Tag: Chiasso, debito, dollaro, falsi, Giappone, Giapponesi, moneta, titoli USA, Treasures Bond







1. DomenicodeSimone, Sabato 4 Luglio 2009 ore 14:43
Toh, eccola una notiziola in proposito: come dire,. parli del diavolo e spuntano le corna!
2. osva, Sabato 4 Luglio 2009 ore 17:36
Carissimo instancabile Domenico,
con quest articolo avevi rischiato di passare per un fanatico del complotto, ma niente, la notiziola è arrivata! E che belle corna sono spuntate......
3. Nicoletta, Lunedì 6 Luglio 2009 ore 12:50
come si usa il trackback?
4. DomenicodeSimone, Lunedì 6 Luglio 2009 ore 14:22
come si usa il trackback?
La verità è che non ne ho la più pallida idea... :-)
5. Debora, Lunedì 6 Luglio 2009 ore 15:57
Bravo Domenico!
Ognuno di noi mette il proprio pezzettino... per complicare sempre di più l'intreccio! :D
6. franco, Lunedì 6 Luglio 2009 ore 22:34
esiste google, e basta digitare "federal reserve bond" per scoprire la verità, pagina dopo pagina. mi dispiace per tutti gli amanti degli intrighi internazionali, ma la verità è lontanissima dalle vostre stuzzicanti ipotesi.
a volte è più faticoso fare ricerche che lasciar semplicemente liberare la fantasia... ;)
7. DomenicodeSimone, Lunedì 6 Luglio 2009 ore 22:58
@ esiste google, e basta digitare "federal reserve bond" per scoprire la verità, pagina dopo pagina. mi dispiace per tutti gli amanti degli intrighi internazionali, ma la verità è lontanissima dalle vostre stuzzicanti ipotesi.
a volte è più faticoso fare ricerche che lasciar semplicemente liberare la fantasia... ;)
L'arroganza e la presunzione sono brutte bestie che fanno male. Le conseguenze sono queste. Se ha qualcosa da dire la dica, se no stia zitto. Il suo atteggiamento saccente è solo irritante. Che noia....
8. franco, Martedì 7 Luglio 2009 ore 18:41
Insomma, qui abbiamo una intera "comunità virtuale" che si sta spremendo il cervello per sfornare ipotesi fantasiose, e nessuno che si è preso la briga di andare a fare una ricerchetta? Nessuno che abbia trovato, che so, un sequestro a Manila nel 2001 di 2 trilioni di "bond" identici a quelli di Chiasso, oppure un sequestro analogo a Dallas, a San Diego, a Bangkok, a Londra. Nessuno che abbia trovato le sentenze dei processi (per truffa) di Chicago, Hong Kong, e Londra che riguardavano questi famosi "bond" da 500 milioni? Nessuno che abbia ricostruito la storia che viene raccontata per piazzare i "Morgenthaus"?
Non sono mai stato un fanatico della capacità di internet di sviluppare un senso critico indipendente, ma diamine, qui stiamo messi davvero male. Questo passaparola/gioco del telefono fra "bloggers" non sviluppa il pensiero critico né fa controinformazione. Anzi è dannoso per entrambi.
Con stima
P.S. non intendevo essere né arrogante né presuntuoso, la mia voleva essere una critica costruttiva
9. DomenicodeSimone, Mercoledì 8 Luglio 2009 ore 00:10
L sentenza della corte d'Appello di Chicago per la verità la conoscevo e mi puzzava allora come mi puzza oggi. Non è una sentenza di condanna di qualcuno per aver tentato una truffa, ma è una sentenza che decide su un piano tecnico, sulla possibilità di una parte di ritirare la propria domanda nei confronti di un'altra parte dinanzi al primo giudice. Possibilità che era stata concessa dal primo giudice e negata in linea di principio in appello, tranne poi ad accorgersi che nella fattispecie era cessata la materia del contendere. E quale era il contendere? La domanda di un gruppo di persone di aver riconosciuto il diritto al pagamento dei titoli in questione. Ora, se uno vuole fare una truffa, ma è così scemo da andare a fare una causa in Tribunale? Va beh che la stupidità è infinita, ma gli avvocati americani costano l'ira di dio e gli americani farebbero carte false per coprire le loro magagne.
In questo giallo manca il movente, questo è il problema. Non convince affatto la tesi che si tratta di tentativi di criminali di speculare: ma su che? se l'uomo più ricco del mondo ha un patrimonio pari alla metà dei titoli sequestrati a Chiasso, chi potrebbe credere che si tratti di titoli veri se non accompagnato da qualche credenziale di provenienza di uno Stato? E ti pare che un gruppo di sprovveduti prova a mettere in ginocchio l'intera Confederazione Svizzera cercando di fare una sola megagalattica a qualche istituto elvetico, e ti pare che qualcuno in Svizzera ci casca? In Svizzera dove vivono di Banche da una vita e conservano i segreti di tutti i paesi del mondo? La Corte di Chicago dice che allora il debito pubblico degli USA non superava i 9 miliardi di dollari. Tra il 1933 e il 1934 il Governo USA mise in pratica il programma Warren, che consisteva nell'alzare il prezzo dell'oro sulla considerazione che questo aveva una influenza sui prezzi delle derrate agricole. La depressione aveva abbassato questi prezzi sotto i costi e si temevano rivolte e problemi sociali. Quindi gli USA misero in esecuzione il programma comprando praticamente tutto l'oro che veniva estratto nel mondo e non solo. Il prezzo dell'oro salì da 22,5 $ l'oncia fino a 35$ l'oncia, ma non si ebbe alcun effetto sui prezzi agricoli per ragioni che non sto qui a spiegare e il programma Warren fu abbandonato. Qualche anno dopo, i Nazisti fabbricavano una gran quantità di dollari e bond fasulli con l'idea di creare panico finanziario negli USA. Chi ci esclude che sia il Governo USA che i Nazisti o l'URSS di Stalin o qualche altro stato impegnato nella guerra (che fu militare e anche economica) non abbia stampato titoli e dollari fasulli perseguendo una propria strategia?
Questa storia è troppo strana per essere liquidata come una storia di follia criminale. A parte il fatto che sembra assodato che uno dei giapponesi fosse imparentato con l'ex Governatore dalla BoJ, e questa è una coincidenza alquanto strana, i due NON sono stati arrestati, e se i titoli fossero stati ictu oculi falsi dovevano essere arrestati, e la documentazione bancaria in loro possesso attestante l'autenticità dei titoli era autentica. A me l'ipotesi che si tratti di un falso d'autore mi sembra la più sensata. Che sia stato fatto nel 1934 o nel 1940, o nel 1950 o nel 2009 non lo so né posso saperlo. Ma ti pare che un truffatore va in Tribunale a tentare la truffa?
Comunque, dilla tutta. Se hai un'ipotesi diversa dal tentativo di truffa che è francamente non credibile, spit it out. Siamo tutti qui per imparare e cercare di capire qualcosa, facendo del nostro meglio. Perciò ho reagito duramente quando ci dici che è più comodo far correre la fantasia piuttosto che fare una semplice ricerchetta su Google. Questa non è una critica costruttiva, è un'accusa di incompetenza e di superficialità e se permetti non ci sto, perché non è vera per nessuno di noi. Di ricerche ne ho fatte pure troppe, e l'ipotesi del tentativo di truffa l'ho scartata quasi subito. Per la semplice ragione che non sta in piedi, da qualunque punto d vista la prendi. Poi è probabile che non ci abbia capito nulla: lo so e corro il rischio. Meglio questo che morire d'inedia. Ci sono mille ipotesi su questo caso e certamente 999 sono sbagliate e una forse è quella giusta. Ma se non ci proviamo che senso ha?
10. DomenicodeSimone, Mercoledì 8 Luglio 2009 ore 02:31
Ahhhhh ho dimenticato di dire la chicca più divertente contenuta nella sentenza della Corte d'Appello di Chicago. Scrive testualmente la Corte: The bank’s lawyer told us without being contradicted that the Department of Justice has declined to prosecute the persons involved in the fraud because no one could possibly be deceived by such obvious nonsense. We are puzzled by this suggestion.
In pratica, l'avvocato della Banca di chicago dice alla Corte, senza essere contraddetto, che il Dipartimento di Giustizia ha deciso di non elevare l'imputazione di falso e truffa a carico dei portatori dei titoli "perché non sarebbe possibile ingannare nessuno con simili evidenti sciocchezze". La corte resta stupita per tale decisione, comunque non può che prenderne atto. E alla fine, fa la ramanzina ai portatori dei titoli ammonendoli che se ci riprovano saranno puniti duramente.
Ma vi pare che questa storia abbia davvero senso? Ma come, questi falsificano titolo per 25 miliardi di dollari, ne chiedono davanti a un Tribunale degli USA 100 miliardi per gli interessi al 4% anno, in pratica commettono, falso, tentativo di truffa, oltraggio alla Corte per l'evidente tentativo di ingannarla, raccontano pure la storia che hanno rinunciato all'azione in Tribunale perché stavano trattando con il Governo USA in Spagna, quindi ulteriore elemento di oltraggio alla Corte e se la cavano con un buffetto sulla guancia? Quando le Corti USA con i falsari sono durissime e comminano decine di anni di reclusione per i falsi? In questo caso, dieci anni di prigione e due milioni di multa per aver contraffatto dentifricio, e in quest'altro caso, prigione (nella sentenza è solo scritto che la persona è stata arrestata) per aver spacciato 20 dollari falsi e possederne altri 300 circa...
11. franco, Mercoledì 8 Luglio 2009 ore 12:18
Questo ultimo commento mi lascia abbastanza incredulo. Ma più che altro mi lascia incredulo il modo di ragionare.
Cioé praticamente se il dipartimento della giustizia ha detto che "no one could possibly be deceived by such obvious nonsense" allora questo implica che i titoli sono veri? Mi sembra un utilizzo oltremodo osé della logica induttiva. Posso solo sperare che sia l'ennesimo caso di logica con cui si costruiscono tante tesi dietrologiche e di teoria del complotto (nel risvolto dei pantaloni di Aldo Moro c'era della sabbia, nel chiostro di S.Maria in Campitelli che sta dietro via Caetani c'è della sabbia, quindi Moro è stato portato in S.Maria in Campitelli). Cioé praticamente qualunque fatto apparentemente "strano" diventa il pretesto per la creazione di infinite ipotesi (si noti l'inversione) che vanno a rafforzare la tesi "suprema", e che cioé c'è sicuramente qualcuno che trama nell'ombra. Non voglio divagare, ma in genere gli ordinamenti giuridici prevedono un trattamento ben diverso per la falsificazione (di qualcosa che esiste) e la truffa (ad esempio la vendita di qualcosa che non esiste spacciandola per vera). Se creo dei biglietti da mille euro, anche verosimili, sfido qualunque giudice a condannarmi se non hanno le prove che ho provato a darli a qualcuno. Nel caso di Chiasso, non vedo nulla di strano nel fatto che i due non sono stati arrestati né denunciati. Se fossero stati veri (cosa che hanno ritenuto più probabile, in modo erroneo), il reato non sarebbe stato penale. Se falsi, si. Non è che si mettono in galera facilmente due cittadini stranieri... La Gdf avrebbe dovuto fare accertamenti, li ha fatti, e quando si trattava di interrogarli questi erano spariti. C'è bisogno di tirare fuori i savi di Sion per spiegare il fatto che due truffatori si sono dileguati non appena hanno visto che tirava una brutta aria?
E' evidente poi che quei due tizi (quelli di Chicago) sono state le vittime della prima variante della truffa vera e propria, che consiste nel vendere i titoli per qualche decina di migliaia di dollari, raccontando la storia della nave affondata nelle Filippine alla vigilia della guerra, e delle valigie metalliche col marchio della Federal reserve trovate dai pescatori. Se sembra incredibile che qualcuno possa abboccare a questa truffa, sembra anche incredibile che qualcuno possa abboccare a questo http://it.wikipedia.org/wiki/Truffa_alla_nigeriana, eppure sono tantissimi.
Ma voglio tornare all'impianto logico-mentale che a priori esclude l'ipotesi del banale tentativo di truffa e preferisce enumerare ipotesi potenzialmente infinite, ciascuna delle quali è indimostrata e indimostrabile (al contrario di quella della truffa, che è corroborata da decine di casi analoghi). E' evidente che si tratta di un bug della mente umana presente da migliaia di anni. Lo stesso bug che ha spinto centinaia di generazioni di "studiosi" a credere che la spiegazione degli eventi del mondo si trovasse nella permutazione delle lettere della Torah invece che nel mondo stesso. Insomma è la ricerca parossistica di questo "altro da sé" che se ci fa sentire impotenti e avviliti, al tempo stesso ci gratifica e ci permette di esercitare il nostro acume e la nostra intelligenza.
Ci pensi bene: tutto fa pensare alla truffa, che però viene esclusa a priori. Si prendono quindi degli eventi scollegati e li si utilizza come pretesti per smontare la tesi "ufficiale" e per enumerare fantasiose ipotesi, potenzialmente infinite in quanto non sottoponibili a verifica. Infatti, l'unica parola può venire dalle autorità governative, che però mentono per definizione.
Io sarei per lasciare questa versione postmoderna della "coscienza infelice" hegeliana a se stessa, se non fosse che danneggia l'immagine della controinformazione e la capacità di sviluppare un pensiero critico alternativo.
Mi si perdoni la lunghezza
12. DomenicodeSimone, Mercoledì 8 Luglio 2009 ore 15:52
@Cioé praticamente se il dipartimento della giustizia ha detto che "no one could possibly be deceived by such obvious nonsense" allora questo implica che i titoli sono veri?
DOve ha letto questa afermazione? Io NON ho detto nulla del genere. Ho scritto che la motivazione della mancata incriminazione è strana, e strana appare anche al Giudice d'Appello. Non ho parlato né di savi di Sion né di valigette pescate nel'oceano, né delle altre bagattelle di cui scrive nel suo intevento. Ho solo detto che le cose strane non mi tornano e quindi voglio vederci chiaro.
Quanto al reato di falso, nel nostro ordinamentoè punito molto duramente, si procede d'ufficio e il mandato di cattura è obbligatorio:
Art. 453 - Falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato, previo concerto, di monete falsificate - e` punito con la reclusione da tre a dodici anni e con la multa da euro 516 a euro 3.098 ; 1) chiunque contraffa` monete nazionali o straniere, aventi corso legale nello Stato o fuori; 2) chiunque altera in qualsiasi modo monete genuine, col dare ad esse l`apparenza di un valore superiore; 3) chiunque, non essendo concorso nella contraffazione o nell`alterazione, ma di concerto con chi l`ha eseguita ovvero con un intermediario, introduce nel territorio dello Stato o detiene o spende o mette altrimenti in circolazione monete contraffatte o alterate; 4) chiunque, al fine di metterle in circolazione, acquista o comunque riceve da chi le ha falsificate, ovvero da un intermediario, monete contraffatte o alterate. Nell'ordinamento statunitense la pena è simile, e procede il Dipartimento di Giustiza, come da noi la Procura della Repubblica. Ora, che cosa pnserebbe se il nostro Procuratore della Repubblica, che ha giustamente firmato tanti ordini di cattura per la detenzione di titoli falsi anche per poche migliaia di eurom in questo caso si limitasse a dare un buffetto sulla guancia ai due burloni giapponesi e li liquidasse con un "tanto chi ci crede a una cosa così?" Il CSM su iniziativa del Ministero della Giustizia lo sospenderebbe immediatamente dall'incarico e avvierebbe un procedimento disciplinare per la rimozione dall'incarico. Ecco, è questa la cosa che non mi torna. Le pare poco? Le pare frutto di un bug.
Se vuole stampare similmoneta deve essere autorizzato e stampigliare in modo indelebile su entrambe le facciate la dizione fac-simile. Il erato di falso è un reato c.d. di pericolo: non è necessario spendere i titoli falsificati per essere punibili (altrimenti il mondo sarebbe pieno di stamperie di falsificatorie poi vai a trovare quando li spendono).
Quindi i due dovevano essere arrestati se i titoli risultavano evidentemente falsi come ha dichiarato l'Autorià Americana guardandoli in fotografia. E se non sono stati arrestati, i casi sono due: o i nostri finanzieri hanno commesso il grave reato di omissione di atti di ufficio oppure i titoli non erano poi così evidentemente falsi. E dato che i finanzieri della frontiera con Chiasso non sono gli ultimi arrivati in materia, e che da quanto si sa, i titoli sono ancora al vaglio degli esperti e i due, che non sono dileguati, saranno ascoltati dal giudice a brevissimo (pare oggi stesso), la cosa mi sebra degna di attenzione. Se poi a lei piace credere a tutto quello che le raccontano le Istituzioni, buon divertimento. Io preferisco cercare di capire, anche a costo di sembrare un po' sospettoso.
E poi, per favore, prima di parlare di bug nelle menti altrui, pensi a quelli nella sua mente. Non le pare che appiattirsi sulle posizioni ufficiali, sia un bug peggiore di quello di andare a cercare il pelo nell'uovo?
13. Simone, Mercoledì 26 Agosto 2009 ore 14:39
Caro De Simone,
trovo molto interessante la sua ipotesi. Il rapporto Usa/Giappone può essere sintetizzato, anche se grossolanamente, in questo modo. Come si fa a imbrigliare una potenza economica in ascesa per continuare a tenerla sotto controllo in una condizione di vassallaggio? Molto semplice, diventi un suo grande debitore!!! parrebbe un controsenso, invece è una metodologia astutissima.
Ricordiamo come negli anni '80 lo sviluppo impressionante del Giappone era tale che sembrò, per un momento, poter spodestare la leadership economica statunitense? I nipponici erano i grandi produttori globali dell'epoca, soprattutto nel settore delle nuove tecnologie. Loro producevano e vendevano in tutto il mondo, ma soprattutto in America. E gli americani, come loro uso, hanno cominciato a comprare a debito, tanto sono loro che stampano i dollari (la moneta di riferimento globale). Gli Stati Uniti si sono largamente indebitati con il Giappone, questi è diventato il loro grande creditore (solo lo scorso anno il Giappone è stato scavalcato dalla Cina come grande detentore di titoli del debito pubblico americano).
Nella logica comune, chi ha un credito si trova in una condizione di privilegio, chi ha un debito è in difficoltà. Ma nella geopolitica, nei rapporti internazionali, non è esattamente così. Se tu hai un credito ma non hai la "forza" per esigerlo, non solo è come se non avessi nulla, ma sei in uno stato di grande debolezza. Cioè hai legato il tuo sistema economico e finanziario a filo doppio col tuo strangolatore. Se affonda lui affondi anche tu, e finchè è lui quello più forte, è lui che comanda i tempi e i ritmi dell'economia, della politica, di ciò che si deve o non si deve fare.
Il risultato? da 20 anni il Giappone è sprofondato in una crisi economica depressiva da cui non riesce ad uscire. E' in una sorta di limbo, non è più padrone di se stesso. Il suo enorme credito verso gli Usa si è trasformato in una palla al piede, ritorcendosi contro di lui, rendendolo schiavo. Si può essere schiavi di un debito, ma anche di un credito!!!
E' interessante analizzare questa metodologia perchè mi pare che gli americani stiano utilizzando lo stesso meccanismo per neutralizzare la Cina! Certo la manovra è molto più complessa e difficoltosa, Cina e Giappone non sono la stessa cosa sotto tutti i punti di vista. Ma è questa dinamica, è la mia convinzione, ad essere il motore della guerra mondiale al terrorismo, mettere in stato di assedio e vassallaggio la Cina con gli strumenti finanziari e dell'occupazione militare delle aree nevralgiche del pianeta, ovvero Medio Oriente e Asia centrale.
Ora, non mi stupirei che qualcuno in Giappone pensi sia giunto il momento di cominciare a sganciarsi dal debito/credito con gli Usa ed abbia mandato messaggi in tal senso. La risposta americana non si è fatta attendere: guarda caso la Corea del Nord vi minaccia coi missili atomici, avete ancora bisogno di noi e della nostra potenza militare che vi custodisce e protegge! Mi ricordano molto da vicino i metodi di quelli che ti offrono protezione e intanto ti incendiano la saracinesca.
Ma le mie sono solo ipotesi dietrologiche, ovviamente.
Cordiali saluti
ps: se qualcuno fosse interessato a discutere con me di questi argomenti, lo rimando al "mio" sito www.clarissa.it e in particolare a questo articolo: "E' sempre Goldman Sachs. L'Impero sta vincendo?" http://www.clarissa.it/editoriale_int.php?id=270&tema=Divulgazione
14. andhy, Martedì 13 Ottobre 2009 ore 16:04
ma se finiste di farvi seghe mentali..perche' questo state facendo...e la smettete di trovare complotti dove non ce ne sono forse potreste vedere la verita' delle cose ..ma..gia' dimenticavo..per fare in modo ke la gente non capisce nulla..ci vogliono i coglioni come voi ke si inventano le cose..e messe su siti quasi..e dico quasi..seri prendono un valore. ke non hanno..bhe'..solo gli scemi credonom a quello ke scrivete..divertitevi..ciao