Dall'economia della scarsità all'abbondanza sostenibile

L'altro giorno nelle sedi sparse nel mondo della Bofa che, per chi non conoscesse i criptici acronimi del linguaggio finanziario, sta per Bank of America, è rimbalzato di bocca in bocca un sol grido: Oddio le carte di credito!
Lo schiaffone preso dal titolo nella seduta di lunedì (-4,8%), infatti, è dipeso prevalentemente dal dato diffuso dalla stessa Banca del tasso di insolvenze sulle carte di credito, che ha raggiunto nel mese di Luglio il 13,82%, battendo le più pessimistiche previsioni.
Insolvenza significa non solo che il credito non sarà pagato dal debitore (ma qui poco male per la banca, alla fine ci pensano i Lloyd's a coprirne le perdite, e poi si può sempre organizzare un bel salsicciotto come quelli che ancora girano pieni di titoli tossici nei circuiti della finanza mondiale), ma soprattutto che il debitore è fottuto e non potrà più spendere nulla, perché le carte di credito saranno revocate.
I tassi di insolvenza sulle carte di credito sono raddoppiati rispetto all'anno scorso e si prevede che aumenteranno ancora. Il FMI ritiene che il 14% del debito delle famiglie americane non sarà onorato e in Europa ci si attende che il 7% vada in fumo. Si tratta di circa 280 mlliardi di dollari per gli USA e di circa 180 miliardi di euro per l'Europa, di cui parte consistente in Inghilterra.
E se la gente non spende come fa a ripartire l'economia? E soprattutto, ripeto, le tasse per coprire i debiti dello Stato contratti per salvare le Banche, chi le paga?
Schwarzenegger sta praticando una originale specialità di culturismo firmando tonnellate di cambialoni per pagare i buffi della California. Mi sa che i prossimi governanti dovremo sceglierli valutando la capacità fisica del braccio con cui mettono la firma. Se poi adoperassero la potenza raggiunta per dare anche qualche schiaffone ai banchieri, non credo che qualcuno protesterebbe. Alleniamoci, va...